Idee

 

 Un abito su misura fatto da un buon sarto per un evento speciale non fa la differenza????? Perchè questo concetto non può essere applicato alla musica?  

Un po' di me....

Non avevo esempi in famiglia e cominciai a suonare più per scherzo che per una qualche forma di “innata passione”. Adoravo la musica, e sin da bambino stavo ore davanti al giradischi, ma non pensai mai di esserne o diventarne parte integrante.

A 15 anni, con un gruppo di amici, formai il mio primo gruppo e da allora con vicende alterne non smisi più.

Negli anni ho avuto la fortuna di suonare e collaborare con tanti artisti, di scrivere e di incidere canzoni.

1980 – 1984 Rock & Roll Mads

1985 – 1987 Piano Concerto Rock

1987 – 1989 Punti Strani

1989 -1991 Ciccio Trufolo & I suoi Scriccioli

1991 – 1994 Tony Rene & i suoi calcoli

1994 – 2002 Gino Vantuno e i veicoli volanti

2004 – 2008 Giacomo Fusari

2008 – Corre l’aqua con Betta Sacchetti

1994 - 2012 Bluestress

Nel 2006 scoprii una nuova passione: la chitarra acustica che mi permise di “incrociare” cantanti bravissimi con i quali ho collaborato:

Greta Bortolotti, Betta Sacchetti, Stefano Cattini, Fausto della Valentina, Lalo Cibelli, Francesco Ottani, Francesca Velotti e tanti altri….

Dal 2012 ho deciso di continuare da solo la mia carriera di autore, avvalendomi di musicisti e voci che ritengo più adatte alla natura delle mie “creature”.

Sempre nel 2012 in collaborazione ad altri artisti mi sono specializzato nella gestione di eventi, principalmente matrimoni (ne conto circa 200),

curandone tutti gli aspetti artistici: dalla cerimonia; sia civile che religiosa, all’intrattenimento durante la festa.

Nel 2020 è uscita la raccolta “Quando la luna venne fuori dal pozzo”: 14 brani inediti scritti quasi tutti interamente da me e successivamente arrangiati con la collaborazione di Enrico Prandi (ex Ladri di biciclette).

 

 

Quando la luna venne fuori dal pozzo

Quando la luna venne fuori dal pozzo è il titolo della nuova raccolta di canzoni del musicista e cantautore carpigiano Andrea Solieri. Quattordici brani, quasi tutti inediti, che rappresentano le fermate più significative di un viaggio musicale durato dieci anni. A compierlo un musicista dallo stile introspettivo con oltre vent’anni di esperienza.

“Sono il racconto dei miei ultimi dieci anni di musica. Proprio perchè di raccolta si tratta – spiega Andrea Solieri – non c’è un filo conduttore che ne tesse la trama, ma si percepisce la mia necessità di fissare il tempo trascorso in musica e parole”. 

Al contrario delle altre volte, in cui Solieri si affidava a un’unica voce, questa raccolta vede la partecipazione di numerosi cantanti, come se avesse voluto cucire l’abito perfetto a ogni sua canzone. “La mia voce in veste di cantante è marginale, mentre sono presenti tanti ospiti che si sono prestati, con la loro timbrica e personalità, a dare forma e sostanza alle mie creature”.

Ne esce così un puzzle interessante di colori, sfumature e note sempre diverse tra loro, in cui i testi  sono immancabilmente carichi di significato ed emozione, secondo lo stile di Solieri e della migliore tradizione del cantautorato italiano. Canzoni che dialogano con chi le ascolta come un buon amico o, semplicemente, un buon narratore, e che stimolano sentimenti e riflessioni, o rievocano ricordi e suggestioni. C’è l’ironia del brano Pucci, l’intimismo struggente di M’incontrerò interpretata da Elisabetta Sacchetti, la malinconica Arrivederci genio cantata a due voci con Odoardo Semellini e dedicata al grande Enzo Jannacci.  C’é però una canzone in particolare che ha richiesto un grandissimo sforzo emotivo e lunghe riflessioni: L’ombra del Santo, dedicata a Maria Marchesi in Focherini, vedova del beato Odoardo, nonché nonna di Andrea. 

“Dopo tanto parlare di mio nonno da parte di storici, autorità religiose e politiche e persone comuni, ho sentito il desiderio di raccontarlo dalla prospettiva di un nipote. Spero di averlo fatto nel modo migliore non solo per me, ma anche per i miei fratelli e cugini”.

Che significato c’è dietro il titolo dell’album?

Quando la luna venne fuori dal pozzo fa riferimento al fatto che c’è un momento della vita in cui bisogna smettere di cercare l’impossibile e fare del proprio meglio con i mezzi che si hanno a propria disposizione anche se sono pochi. Non è proprio disincanto, piuttosto crescita e consapevolezza”.

Pechè nascono le canzoni?

Pechè nascono le canzoni? Difficile a dirsi, ancor più difficile a spiegarsi. Alcune per gioco, altre perchè stanno lì sospese nel'aria già da tanto tempo, altre ancora per un cuore infranto o un amore non corrisposto, alcune per alimentare l'ego di chi si crede un poeta, ci sono quelle che escono "semplici" ed altre che hanno bisogno di infinite ore di lavoro per vedere la luce...non c'è una regola, le canzoni possiedono una loro personalità. C'è una categoria di canzoni che credo possano definirsi "di guarigione" quelle che hanno una loro forza e ti spingono ad un cambiamento, spesso nascono dall'esperienza personale o dalla condivisione profonda di un momento con un altro essere umano. 

L'ultimo viaggio

Apro la portiera salgo in macchina so che sarà un viaggio lunghissimo un viaggio verso il mistero. E’ tutta la vita che lo aspetto così come per tutta la vita sapevo che lo avrei dovuto compiere e compierlo da solo. Ma mi chiedo come
posso immaginarlo senza musica? La musica mi ha accompagnato in ogni istante: dalle filastrocche che mi cantava la nonna
quando ero in culla alla radio che mi ha tenuto
compagnia negli ultimi giorni Non lasciatemi senza musica quando vi saluterò non lasciate che il silenzio avvolga i vostri cuori lasciate che una lacrima scivoli
sulle note di una canzone amata lasciate che la melodia vi avvolga come se fosse un ultimo infinito abbraccio.
(A. Solieri)